Intervista al Presidente

Domande sulla bocca di molti per il dott. Mario Oriani. La prima riguarda il significato che assume per la storia della scuola la sede in una zona in cui confluiscono diverse città. Le altre sono sulle modalità di finanziamento di una così grande opera e sulle prospettive.  

La cooperativa “L’Aurora”  è opera di cultura e di solidarietà perché la famiglia possa cercare, trovare e verificare, da protagonista,  ipotesi di risposta al bisogno di educazione ed istruzione dei figli. La storia testimonia che questo sta accadendo. Ma era proprio il caso che si iniziasse la costruzione in momento di crisi?

Partiamo da un dato di fatto. L’Amministrazione Comunale aveva da tempo manifestato la necessità di rientrare in possesso dei locali per una diversa distribuzione degli spazi scolastici sul territorio. D’altra parte, pur svolgendo noi un servizio pubblico,  non potevamo avere noi la pretesa di occupare in eterno gli spazi del Comune:  il rapporto era di tipo privato e quindi andava riconosciuto magari con tempi e modi diversi questo diritto.

Secondo dato. La nostra scuola negli ultimi anni ha avuto una crescita costante delle richieste di iscrizione alle quali abbiamo risposto in maniera parziale non avendo spazi a sufficienza; il completamento della quarta sezione della scuola media era impossibile nella condizione attuale.

Da ultimo, la crisi, che i media tendono a farci percepire solo economica, in realtà abbraccia tutti gli ambiti della vita. Inoltre, come ci ricorda spesso Benedetto XVI, l’emergenza educativa è la base di tutto e come è stato ribadito in un recente documento “la crisi è una sfida per il cambiamento” di prospettiva, non solo di stile di vita. Non potevamo non raccogliere questa sfida con la certezza di dover offrire una possibilità di incontro e di aiuto alle tante famiglie che in questi anni ci hanno incontrato, pur nella consapevolezza di far tutto con  “realismo e prudenza”, come ci indicò il Prof. Giorgio Vittadini in un incontro di qualche tempo fa. Se non avessimo fatto la scelta di costruirci la nostra nuova casa, avremmo seriamente rischiato di chiudere un’esperienza che da 30 anni offre un servizio al bene comune. Per farsi un’idea della portata del rischio, si tenga presente, che già quest’anno, abbiamo dovuto cedere un‘aula alla scuola statale e il prossimo anno forse altre due.

“L’Aurora” è una cooperativa sociale senza fini di lucro. Il suo primo bilancio sociale è stato pubblicato lo scorso anno in occasioni dei 30 anni della scuola. Invitando  tutti a sostenere la costruzione della nuova sede  esso ricordava che l’importo complessivo per la realizzazione del progetto è di 9 milioni di euro e che l’obiettivo per la raccolta fondi è di 1, 5 milioni di euro. Le chiediamo: “ A che punto siamo con il finanziamento?  E con la raccolta fondi?”

Uno dei motivi che ci ha spinto a proseguire in questa avventura è stato anche il sostegno avuto dalla BCC di Cernusco, che ha creduto nella bontà dell’opera concedendoci un finanziamento di 6 milioni di euro della durata di 30 anni; con ciò forse anche andando oltre i normali parametri bancari, ma  sicuramente dimostrando lungimiranza e, siamo certi, vicinanza ideale.

Per quanto riguarda la campagna di raccolta fondi diciamo che  è anch’essa una grande sfida. Abbiamo cercata di raccoglierla con serietà, affidandoci non solo alla generosità, magari un po’ “dilettantesca” che pure è un motore incredibile ma rischiava di avere un respiro corto. Ci siamo perciò affidati anche ad una società specializzata del settore che ha già dimostrato di aver raggiunto lusinghieri risultati proprio a supporto di iniziative simili alla nostra, la MBS di Bologna. Con questa agenzia  ci siamo trovati immediatamente in sintonia . Insieme abbiamo fatto un piano di lavoro individuando possibili soluzioni con Fondazioni, grandi aziende, istituzioni pubbliche,  i cui frutti ci auguriamo si concretizzino a breve. Non abbiamo però dimenticato l’importantissimo aiuto che possono e vogliono darci le singole persone o famiglie che condividono lo spirito della nostra cooperativa. Ad oggi abbiamo raccolto con libere donazioni oltre 70.000 euro.

L’anno scolastico 2012-2013   dovrà  iniziare nella nuova sede perché gli attuali locali servono al Comune e alla scuola statale. Ce la faremo?

Ho già ribadito più volte pubblicamente che certamente la scuola inizierà il nuovo anno scolastico nella nostra nuova sede, non solo perché i locali servono al Comune, ma maggiori spazi sono indispensabili a noi. Sono confortato,  al riguardo, da quanto vedo quotidianamente e mi documentano i responsabili della realizzazione: i lavori  avanzano a spron battuto.

Rispetto al progetto iniziale presentato alla Fiera di San Giuseppe dello scorso anno  e alla festa dei 30 anni ci sono molte varianti? Quali?

Non ci sono state modifiche sostanziali nella consistenza, piuttosto nella conformazione architettonica che per diversi motivi si è dovuto adeguare all’area di edificazione, mantenendo comunque tutti gli spazi in origine previsti.

Qualcuno teme che la scuola cambiando sede cambia anche volto. Pensa, per esempio, se c’è la mensa, ci saranno i pomeriggi  …  

No … Si tratta di un trasloco, non di una rivoluzione. L‘anima, le ragioni, le scelte della scuola permangono le stesse. Ne è garante il Rettore.  Come lui stesso dice in altre parti del giornale la scuola rimarrà “leggera”; non faremo il dopo-scuola, metteremo a disposizione strutture  ( esempio, mensa) perché le famiglie possano organizzarsi 

Come la mettiamo con gli impianti sportivi?

Abbiamo previsto naturalmente la palestra per l’attività essenziale legata ai programmi, peraltro la vicinanza con il centro sportivo e gli accordi presi con l’Amministrazione Comunale ci consentiranno di svolgere attività sportive anche in quel luogo. Comunque la consistente area esterna all’edificio ci consentirà di valutare, soprattutto assieme alla Goldfighters, un utilizzo adeguato anche alle esigenze e alle aspettative delle famiglie.

E la scuola superiore?

Riprendo il concetto di realismo e prudenza. Siamo fermamente determinati a sviluppare verso questo ordine di scuola la nostra attività. La situazione, sia economica che di scenari futuri per la scuola e il lavoro, ci fanno essere prudenti sull’individuare il percorso da seguire.  Contiamo che nel momento in cui avremo preso possesso della nostra “nuova casa”, facendoci aiutare da amici e dalla rete di scuole di cui facciamo parte,  di individuare ed elaborare  una ipotesi al riguardo.