Intervista agli architetti

Una scuola di prima classe

I responsabili del progetto edilizio spiegano il perché e il come la nuova sede de “L’Aurora-Bachelet” è ambiente educativo di eccellenza .

La scuola è comunità guidata al riconoscimento del valore della persona, al servizio di ogni bambino e di ogni ragazzo, in stretta collaborazione con la famiglia. In che modo il  progetto edilizio tiene conto di questa verità?  Rispondono gli architetti dott. Tobia Marcotti  e  dott. Filippo Resteghini dello studio di progettazione ITI Studio (www.itistudio.com)

Immaginiamo di vedere un passante per via Buonarroti/Masaccio di Cernusco, dove è allestito il cantiere. Vede che la costruzione è oggi a buon punto. Osservandola questo occasionale ed ignaro passante dovrebbe dire immediatamente: “Ecco una bella scuola!”. Perchè non potrebbe ragionevolmente affermare: “Boh, chissà cosa stanno costruendo? Forse un ospedale, una caserma, un edificio sui generis?”

L’obiettivo che ci siamo prefissati in fase di progettazione, è quello di far percepire dall’esterno cosa contiene l’edificio: di conseguenza le scelte compositive e morfologiche sono state orientate in questa direzione. Ad esempio le aperture delle finestre così ampie nei fronti sud, più contenute e scandite da un ritmo diverso nei fronti nord, hanno la pretesa di far intuire quale possa essere l’attività ospitata, ed ora risultano evidenti dallo stato di avanzamento della costruzione. Così come la longitudinalità e la permeabilità dei corpi di fabbrica. La natura di ogni luogo – dall’aula agli spazi di servizio – il suo rapporto con l’esterno, la scelta dei materiali, i colori, sono stati pensati e coordinati in modo tale da far percepire un’unitarietà di intenti fra la progettazione architettonica e la natura della proposta educativa della Scuola.

 Quali spazi, quali strutture sono in modo evidente funzionali al primato della persona e della soggettività educativa della famiglia?

 Il perno attorno al quale ruota la costruzione è l’atrio. Contrariamente a quanto succede di solito, noi immaginiamo questo luogo come un ambiente vivo e dinamico, non solo come un naturale snodo dei percorsi interni – esterni. Sull’atrio affaccia tutta la realtà scolastica, è il luogo dove si palesa il rapporto fra chi vive all’interno e chi osserva o interagisce dall’esterno. Questo è palesemente visibile grazie ai ballatoi dai quali si intravedono le aule ed alla trasparenza della struttura. Entrando più nel merito delle funzioni, vi troviamo al piano terra spazi dedicati ai colloqui e gli uffici amministrativi; al piano seminterrato una zona bar volta a favorire l’incontro fra gli adulti e l’auditorium i cui ambienti sono percepibili dall’ingresso.

 La scuola deve educare anche   al rispetto dell’ambiente circostante. Per questo si configura come spazio organizzato  perché i bambini e i ragazzi crescano attenti a se stessi, alla natura, agli altri nel contesto in cui vivono. Chi venisse a visitare la costruzione in atto da che cosa verrebbe colpito al riguardo?

 La metamorfosi che il costruito genera sullo spazio è sempre un tema forte e crea un impatto importante sia sull’ambiente sia sulle persone che godevano in precedenza dello stesso. Ci continuiamo a stupire anche noi che abbiamo immaginato l’edificio, quando durante le visite in cantiere scopriamo che non sono solo le vedute preservate “a tavolino” i punti di forza del progetto, ma che la trasformazione del territorio apre a nuove ed inaspettate realtà. In una giornata tersa vedere tutta la catena alpina con il Monte Rosa che svetta a Nord dalle finestre di quel fronte che si pensava il meno interessante da questo punto di vista, rappresenta davvero una promessa. Così lo spazio costruito, pur nella sua imprescindibile organizzazione, genera ambiti di totale libertà nel rapporto interno – esterno che ci riportano allo scopo dell’educazione, cioè introduzione alla realtà totale.

Abbiamo letto in un opuscolo in distribuzione che la nuova “L’Aurora Bachelet” è una  scuola classe A e quindi di alto livello di eco sostenibilità. Ci spieghi che cosa vuol dire di classe A e perché si parla di una eco sostenibilità elevata. 

La classe di efficienza energetica A nella scala dei consumi è quella con il minore consumo di energia. L’indice di prestazione energetica stimato in fase progettuale, è pari a 5,77 kWh/mc anno. Per ottenere questa prestazione sono state utilizzate fonti di energia rinnovabili quali l’acqua di falda, che attraverso due pompe di calore ciascuna con potenza termica pari a 275 kW e potenza frigorifera pari a 260 kW, hanno un duplice utilizzo: riscaldare d’inverno e, invertendo il ciclo, raffrescare d’estate. Inoltre forniscono acqua calda sanitaria. È prevista inoltre l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura di uno dei due corpi di fabbrica della superficie di circa 1800 mq con una potenza di 180 kW che consentirà una produzione annua di 200.000 kW/h. A fronte di una percentuale di autoconsumo del 40% (circa 80.000 kW/h) si prevede un surplus di energia prodotta intorno ai 120.000 kW/h annui che ci consente di ottenere un notevole risparmio energetico.

Ottimizzazione dell’esposizione per illuminazione naturale. Può dettagliare …

Abbiamo esposto le aule a sud per sfruttare i vantaggi della luce diretta del sole. I raggi del sole saranno filtrati da un sistema di pale frangisole che serviranno a spezzare la luce e a diffonderla meglio negli ambienti. I corridoi delle scuole sono esposti a nord, mentre l’atrio orientato est-ovest beneficerà del sole del mattino e del pomeriggio.Il controllo climatico dei locali è gestito da un sistema di ventilazione con ricambio d’aria che permette di ottenere il massimo comfort ambientale tutto l’anno.

Abbiamo sentito anche che è in previsione un sistema di domotica per la gestione dell’impianto di illuminazione…

Il tema della luce ci ha interessato fin dai primi passi della progettazione. L’uso della luce naturale è accompagnato da un attento studio illuminotecnico che ci consente di calibrare la luminosità degli ambienti interni in mod utile ad ogni tipo di attività che vi si svolte. E’ in previsione l’installazione di un sistema di domotica mediante il quale possono essere programmati gli scenari di luce particolari per i vari ambienti. In particolare il presence control, cioè lo spegnimento automatico o l’attenuazione della luce quando in un locale non sono presenti occupanti, ci consentirà di generare risparmio energetico, così come sarà utilissimo il flux control, ossia un sistema che rileva la varizione del flusso luminoso delle lampade in relazione alla disponibiltà di luce diurna naturale.

La sicurezza e la logistica sono note fondamentali di qualità e di efficienza di una scuola. Come ne avete tenuto conto?

Questi temi sono stati alla base delle scelte progettuali: la scuola è un organismo complesso che per poter funzionare in modo efficiente e snello ha bisogno di una certa accuratezza nella progettazione dei percorsi e delle interconnessioni fra spazi interni e fra interno ed esterno. L’atrio ancora una volta è protagonista come snodo dei percorsi verticali ed orizzontali. Raccoglie i flussi che dai parcheggi del seminterrato e dagli accessi esterni convogliano all’interno della struttura. Il lotto è stato dotato di diversi punti di accesso specifici: carrabili pubblici e di servizio, pedonali pubblici dedicati ali studenti ed ai visitatori per l’utilizzo degli spazi al piano seminterrato (auditorium…). Tutti gli accessi sono  posizionati e controllati in modo tale da garantire la sicurezza dei bambini.

Succede spesso che le nuove costruzioni  di edilizia pubblica abbiano spesso problemi di tenuta. Come si è cercato e si cerca di tenere conto della solidità e della durata del nuovo edificio?

Le valutazioni progettuali sia a livello di materiali da costruzione che di finiture sono state orientate nel rispetto della manutenibilità. A partire dalla realizzazione dei dettagli tecnici fino alla scelta dei pavimenti interni, lo scopo è quello di garantire una durata dei materiali in relazione al tipo di utenza ed al grado di usura della struttura. Ad esempio la scelta delle porte interne è stata valutata sul grado di robustezza, prima ancora che sulla loro valenza estetica, così come le pavimentazioni in linoleum e gres ci danno la garanzia di prodotti a lunga durata, progettati per l’alto traffico e dalla facile manutenzione. I materiali esterni sono stati scelti con lo stesso criterio: abbiamo optato per elementi in acciaio e intonaci ad alta prestazione lasciando la struttura in legno all’interno della costruzione, in luogo riparato dagli agenti atmosferici.

 In un precedente vostro intervento  dicevate che “l’edificio è proiettato verso l’aperta campagna, per aumentare il dialogo con gli elementi naturali “ ( L’Aquilone,  giugno 2011). Come stanno le cose ad oggi? Quanto e come si tiene conto del contesto urbanistico? 

Man mano che la costruzione procede si intensifica il rapporto fra la natura e il costruito attraverso la morfologia del’edificio. La volontà di modellare i corpi di fabbrica tenendo conto delle visuali da proteggere e degli elementi della natura da valorizzare ci sembra sia sempre più evidente: l’obiettivo che continuiamo a perseguire è infatti quello di costruire una scuola in un prato.

 Questo apre ad una serie di punti interrogativi sulla viabilità, sui parcheggi,ecc. Come viene affrontato il problema? Cosa ci dite su i parcheggi?

 Il fine è quello di razionalizzare la viabilità per consentire un flusso del traffico snello durante le ore di maggiore affollamento, considerando la presenza dell’I.T.S.O.S. All’interno della proprietà sono sfruttabili i parcheggi sotterranei e sono previsti parcheggi di superficie. Stiamo lavorando con l’amministrazione pubblica ad una soluzione condivisa, affinché le opere di urbanizzazione prevedano la possibilità di ulteriori stalli di sosta e un sistema viabilistico che fluidifichi il traffico.